Kyushu: tra profumi, silenzi e orizzonti

Profumi e sapori dell’isola

Tra i vicoli animati di Fukuoka, i yatai fumanti invitano a scoprire i piatti tradizionali, mentre il tempio di Dazaifu Tenmangu offre un’oasi di pace tra torii rossi e giardini ordinati.
Tra le colline di Saga, il verde intenso delle piantagioni di tè fa da cornice a cerimonie tradizionali, mentre le distillerie di sakè svelano storie di una maestria secolare. Nei laboratori di porcellana di Imari, l’argilla prende forma sotto mani esperte, tra creazioni da ammirare o realizzare.
A Kumamoto e nel cuore di Aso, il paesaggio vulcanico accompagna escursioni in bicicletta o a piedi, fra crateri e vaste praterie, con momenti di relax in ryokan termali e pasti kaiseki. Infine, Kurokawa Onsen accoglie con dolci locali e atmosfere tranquille tra montagne e fiumi.

Silenzi e arti antiche

A Fukuoka, tra le luci dei yatai, il tempio Dazaifu Tenmangu invita a fermarsi e ascoltare la storia che permea ogni angolo della città.
Nei quartieri di Saga, la ceramica diventa un racconto silenzioso: torni e forni raccontano gesti tramandati da generazioni, e chi vuole può creare il proprio pezzo unico.
A Kumamoto, antichi teatri e botteghe illuminate da lanterne in washi ospitano l’Higo Zogan, l’arte dell’intarsio delle spade, e ogni dettaglio mostra precisione e dedizione. Passeggiando tra castelli e quartieri storici, il tempo rallenta, lasciando spazio alla contemplazione di un Giappone autentico, da vivere senza fretta.

Mare, vulcani e orizzonti grandiosi

Da Fukuoka, tra vie animate e yatai, si raggiunge Dazaifu Tenmangu, poi Imari, patria della porcellana.
A Nagasaki, i giardini di Glover Garden e il Peace Memorial Park raccontano incontri culturali e commerci lontani, mentre una crociera svela le rovine surreali di Gunkanjima.
A Unzen, fra sorgenti calde e cieli stellati, scoprirete che qui si raccolgono ortaggi antichi e come avviene la cottura jigoku-mushi.
Attraversando il mare fino a Kumamoto e Aso, si esplora la caldera a piedi o in bici, si gusta un ekiben e la pregiata carne Akaushi, prima di rilassarsi in un ryokan.
Il viaggio si chiude a Kagoshima, dove il vulcano Sakurajima domina l’orizzonte: tra izakaya e imo shochu, si assaporano tradizioni locali e panorami indimenticabili.

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Un viaggio tra Tottori e Shimane

Il percorso inizia da Tottori, raggiungibile facilmente da Osaka con un treno Limited Express o in auto. Qui il paesaggio sorprende con uno spettacolo inatteso: le dune di sabbia che si estendono lungo la costa del Mar del Giappone sembrano un deserto dorato che sfiora il mare. È possibile camminare tra le onde di sabbia, provare il sandboarding o semplicemente ammirare il gioco di luci e ombre sul paesaggio ondulato. Poco distante, il Sand Museum espone le incredibili sculture realizzate interamente in sabbia da artisti internazionali. La giornata si conclude con una cena a base di pesce fresco e specialità locali, come il celebre granchio Matsuba, in uno dei ristoranti tipici del centro cittadino.

Il giorno seguente è dedicato alla scoperta del cuore culturale e naturale di Tottori. Le rovine dell’antico castello e il vicino museo introducono alla storia della città, ma è il Monte Daisen, la vetta più alta della regione del Chūgoku, a regalare le emozioni più forti. Qui vi aspettano antichi sentieri immersi nei boschi, silenziosi templi come il Daisenji e panorami mozzafiato. In autunno, il foliage colora ogni sentiero con tonalità infuocate. Pernottare in un ryokan con onsen naturale ai piedi della montagna è il modo migliore per entrare in sintonia con l’anima contemplativa del luogo.

Monte Daisen

Proseguendo verso la prefettura di Shimane, si attraversano paesaggi rurali punteggiati da piccoli santuari come Hakuto, legato alla leggenda del coniglio bianco. È una terra di miti e storie antiche, che si riflette anche nella graziosa città di Matsue, affacciata sul lago Shinji. Il suo castello in legno, uno dei pochi originali sopravvissuti in Giappone, domina un centro storico suggestivo. Un giro in barca nei canali del fossato, la visita alla casa-museo dello scrittore Lafcadio Hearn e la cerimonia del tè in un’antica casa da tè completano l’esperienza.

Il momento più spirituale del viaggio arriva a Izumo Taisha, uno dei dei luoghi più sacri del Giappone. Situato a circa un’ora da Matsue, è considerato la dimora delle divinità e un centro spirituale importantissimo, specialmente per chi è in cerca di legami e relazioni profonde. Dopo aver esplorato il complesso e i musei vicini, non si può perdere l’Izumo soba servito in ciotole impilate. Il vicino faro di Hinomisaki, con la sua vista aperta sull’oceano, è un luogo perfetto per concludere la giornata al tramonto.

Tra una passeggiata sulle sue sponde e una visita al Museo d’Arte di Shimane, il lago Shinji continua a stupire con i suoi tramonti. Nella vicina Tamatsukuri Onsen, una delle più antiche località termali del Paese, ci si può concedere il lusso di un bagno nelle acque “miracolose” decantate fin dai tempi antichi.

Se il tempo lo consente, una deviazione verso l’area UNESCO di Iwami Ginzan completa l’itinerario. Qui, antiche miniere d’argento, vecchi templi e il villaggio di Omori raccontano secoli di storia immersi in un paesaggio verdissimo. Poco distante, il borgo termale di Yunotsu conserva intatta l’atmosfera dell’epoca Edo.

Per un soggiorno ancora più immersivo in questa zona, vale la pena scegliere uno dei raffinati ryokan RITA: il RITA Izumo-Sagiura, vicino al mare e circondato da silenzio e natura; il RITA Izumo-Hirata, che fonde accoglienza contemporanea e tradizione in un piccolo borgo suggestivo; o il RITA Unnan-Yoshida, incastonato tra le montagne e perfetto per chi cerca pace e autenticità. Strutture dove ogni dettaglio è pensato per far sentire l’ospite al centro di un’esperienza unica.

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I festival da non perdere fino a metà 2026

Gion Matsuri – Kyoto, luglio 2025
Il più celebre festival del Giappone si svolge per tutto il mese di luglio, culminando con due magnifiche parate: il Yamaboko Junko del 17 e del 24 luglio. Le enormi yama e hoko – carri decorati con tessuti preziosi – attraversano le vie di Kyoto accompagnate da musiche tradizionali. Un evento imperdibile per chi desidera ammirare l’eleganza senza tempo della capitale imperiale del Giappone.

Tenjin Matsuri – Osaka, 24-25 luglio 2025
Un’esplosione di colori e vitalità anima Osaka in occasione di questo festival dedicato al dio della cultura e dell’apprendimento. Le celebrazioni culminano con una suggestiva processione fluviale sul fiume Okawa e un grande spettacolo pirotecnico: una combinazione perfetta tra spiritualità e mondanità.

Aomori Nebuta Matsuri – Aomori, 2-7 agosto 2025
Nell’estremo nord del Giappone, il Nebuta Matsuri incanta con le sue gigantesche sculture di cartapesta raffiguranti figure mitologiche e guerrieri. Trascinati dai portatori e seguiti da danzatori haneto, questi carri luminosi trasformano le notti di Aomori in uno spettacolo onirico.

Kishiwada Danjiri Matsuri – Osaka (Kishiwada), settembre 2025
Per chi è alla ricerca di adrenalina, il Danjiri Matsuri è il festival perfetto: carri di legno intagliato sfrecciano a tutta velocità per le strade, trainati da squadre di uomini che mostrano forza e coordinazione in una gara travolgente. Uno dei festival più dinamici e spettacolari del Giappone.

Takayama Autumn Matsuri – Takayama, 9 – 10 ottobre

Il Takayama Autumn Matsuri si tiene ogni anno nelle giornate del 9 e 10 ottobre, ed è considerato uno dei tre festival più belli del Giappone. Ha origine nel periodo Edo come celebrazione del santuario di Hachiman, il guardiano del quartiere settentrionale di Takayama. Durante l’evento, la cittadina si anima con un’atmosfera d’altri tempi, grazie alle sfilate di yatai, sontuosi carri allegorici splendidamente decorati.

Jidai Matsuri – Kyoto, 22 ottobre 2025
Un viaggio nella storia: il “Festival delle ere” vede sfilare per le vie di Kyoto oltre 2.000 partecipanti in costumi storici, rappresentando 1.000 anni di tradizione giapponese, dall’epoca Heian a quella Meiji. Un’occasione unica per comprendere appieno la raffinatezza culturale del Paese.

Sapporo Snow Festival – Hokkaido, febbraio 2026
Un evento invernale che attira viaggiatori da tutto il mondo: gigantesche sculture di ghiaccio e neve, installazioni luminose e un’atmosfera fiabesca rendono Sapporo un autentico sogno bianco da vivere con stile. L’occasione ideale per chi desidera abbinare il festival a sport invernali ed esperienze negli onsen locali. 

Takayama Spring Festival – Takayama, 14-15 aprile 2026
Uno dei festival primaverili più belli del Giappone: sfilate di yatai (carri decorati) nel centro storico della città, marionette meccaniche e cerimonie shintoiste fanno di questo evento un inno alla rinascita e all’armonia con la natura.

Ogni matsuri regala l’occasione perfetta per scoprire di più sulla cultura giapponese. Con un itinerario su misura, potrete vivere queste celebrazioni in modo esclusivo, soggiornando in hotel e ryokan di charme e scoprendo i riti e le celebrazioni insieme a guide esperte.

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L’incanto di Okinawa

A più di 1.500 chilometri da Tokyo, Okinawa è un mosaico di isole che si estende per oltre mille chilometri, tra cui spiccano le isole principali come Okinawa-hontō, Miyako e Yaeyama. Ciascuna offre un’esperienza diversa, ma tutte raccontano la stessa storia: quella di un luogo dove la natura è protagonista, il tempo sembra rallentare, e l’accoglienza è un’arte antica.

L’isola principale, Okinawa-hontō, è il cuore culturale dell’arcipelago. A Naha, la capitale, si passeggia lungo la vivace Kokusai-dōri, tra mercati tradizionali e botteghe di ceramica Ryukyu, mentre il castello di Shuri, patrimonio UNESCO, racconta la storia di un regno indipendente, fiorito prima dell’unificazione con il Giappone. Le spiagge come quella di Emerald Beach o Cape Maeda sono solo l’inizio: l’entroterra offre foreste subtropicali, villaggi di pescatori e antichi siti sacri avvolti dal mistero.

Proseguendo verso sud, Miyakojima accoglie con le sue acque cristalline e le distese coralline che fanno la gioia di chi ama lo snorkeling o semplicemente il dolce far niente su spiagge come Yonaha Maehama, una delle più belle dell’Asia. Qui la vita scorre al ritmo del sole, tra resort raffinati, piccoli caffè affacciati sul mare e tramonti che lasciano senza fiato.

E poi ci sono le Yaeyama, le isole più remote, selvagge e autentiche. Ishigaki è il punto di partenza ideale: un’isola viva, con ottima cucina locale – non perdete il manzo di Ishigaki – e accesso facile alle meraviglie dell’arcipelago. Da qui si raggiungono Taketomi, con le sue stradine di sabbia bianca e le case tradizionali dal tetto di tegole rosse, o Iriomote, coperta per il 90% da giungla e mangrovie, dove la natura regna sovrana e si può navigare lungo fiumi lenti e silenziosi o fare escursioni tra cascate e grotte.

Il vero lusso di Okinawa è nella possibilità di rallentare, di riconnettersi con se stessi e con l’ambiente. È nel pescato del giorno servito crudo con un tocco di lime, nel suono delle onde che accompagna la notte, nei sorrisi aperti degli abitanti.

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Alla scoperta della Penisola di Noto

Tutto inizia a Kanazawa, raffinata e vibrante, con i suoi giardini secolari e i vicoli silenziosi del quartiere delle geishe. Ma è una volta lasciata la città che inizia la vera magia. La strada si snoda verso nord lungo la baia di Nanao, regalando scorci di villaggi di pescatori, porticcioli sonnolenti e ristoranti dove il pescato del giorno arriva ancora fumante sul piatto. È il preludio alla quiete profonda che si incontra a Wajima, culla dell’artigianato della lacca e del celebre mercato del mattino, dove la gente del posto vende il proprio sapere, con un sorriso e una tazza di tè.

Proseguendo lungo la costa occidentale, si attraversa uno dei tratti più scenografici dell’intero Paese: la Okunoto Coast.Scogliere a picco, grotte marine, mille risaie che disegnano il paesaggio come un’opera d’arte vivente. Le Senmaida, con le loro terrazze affacciate sul mare, tolgono il fiato, soprattutto al tramonto. E poi Cape Suzu, il punto più settentrionale della penisola che si apre sul mare, e Mitsukejima, una grande roccia che emerge dalle acque e richiama molte leggende locali.

La fioritura dei ciliegi a Kanazawa

La costa orientale della penisola racconta un’altra storia: quella della spiritualità e del silenzio. Santuari nascosti nel verde, isole raggiungibili con piccoli ponti, come Notojima, dove ci si può fermare per un bagno caldo in un onsen affacciato sul mare. La tappa a Wakura Onsen è un abbraccio finale: il comfort elegante dei ryokan, il profumo della cucina kaiseki, il vapore che si solleva dalle acque marine.

Rientrando a Kanazawa, con una breve sosta lungo il tragitto a Nanao per visitare il tempio Myojo-ji o semplicemente godersi una pausa caffè vista mare, si conclude il viaggio tra le vie eleganti e storiche della città, magari con una cena a base di sushi locale.

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Toyama, Fukui ed Eiheiji

Toyama, spesso trascurata dalle rotte più battute, accoglie con la sobrietà elegante delle città che si svelano piano. Le cime innevate delle Alpi giapponesi fanno da sfondo a una passeggiata nel Parco del Castello, mentre l’antico quartiere di Iwase, con le sue case mercantili in legno e l’atmosfera da epoca Edo, regala suggestioni d’altri tempi. A mezzogiorno, l’appuntamento è con il Toyama Bay Sushi, che celebra il mare e la freschezza del pescato in combinazioni delicate e raffinate. E poi si parte per le montagne.

Unazuki Onsen è più di una semplice stazione termale: è una porta verso la bellezza incontaminata della gola di Kurobe. Anche senza salire sulla famosa Kurobe Gorge Railway, basta una passeggiata tra i ponti sospesi e i ruscelli per sentirsi parte del paesaggio. La notte in ryokan, tra acque termali fumanti e una cena kaiseki dai sapori stagionali, è una carezza lenta e rigenerante.

Le montagne di Toyama

Il viaggio prosegue verso Fukui, e da lì ci si addentra tra i boschi fino a Eiheiji, uno dei templi zen più importanti del Giappone. Il tempio, fondato dal maestro Dōgen nel XIII secolo, non è un luogo da ammirare ma da vivere. Lo shukubō, il pernottamento all’interno del tempio, è un rito in sé. Si viene accolti con semplicità, si indossa l’abito del pellegrino e si partecipa a una sessione di zazen, la meditazione seduta. La cena shōjin ryōri, rigorosamente vegetariana, viene consumata in silenzio, seguendo una ritualità che riconnette mente e corpo.

La notte è essenziale: un futon, il profumo del tatami e il suono della foresta. Ma è all’alba che l’esperienza zen si rivela appieno. La cerimonia del mattino, tra canti di sutra e movimenti rituali, è un invito a lasciare andare ogni distrazione e ascoltare ciò che davvero conta. Camminare nel tempio, tra i corridoi in legno e i cedri secolari, è come attraversare il cuore stesso del Giappone spirituale.

Prima del ritorno, c’è spazio per un’ultima parentesi di benessere: Awara Onsen, poco distante da Fukui, è perfetta per un bagno caldo e un pranzo leggero, avvolti ancora una volta dal ritmo lento di questo viaggio.

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La penisola di Ise-Shima on the road 

Il viaggio comincia a Nagoya, vivace città da cui, con poco più di due ore di guida tranquilla, si raggiunge Ise, cuore spirituale del Giappone. Qui sorge l’Ise Jingū, il più venerato tra i santuari shintoisti. Il Gekū e il Naikū, immersi in una foresta sacra, trasmettono una sensazione di rispetto profondo per la natura e il divino. I sentieri di ghiaia, le torri in legno grezzo e il silenzio ovattato rendono la visita un’esperienza quasi mistica. Dopo la visita, il quartiere di Okage Yokocho invita a passeggiare tra botteghe e case tradizionali, degustando prelibatezze locali come i mochi alla griglia e il pesce essiccato. La notte in un ryokan con onsen, magari affacciato sul mare o incastonato nel verde del Parco di Ise-Shima, suggella la giornata con un bagno caldo sotto le stelle.

Il Castello di Nagoya

Proseguendo verso Toba, l’auto si trasforma in una chiave d’accesso a un mondo meno conosciuto: fari solitari come quello di Anorisaki, belvederi panoramici come Daiozaki, o santuari dimenticati che punteggiano le colline. A Mikimoto Pearl Island, si entra in contatto con le ama, le leggendarie pescatrici di perle, simbolo di una tradizione millenaria e di una forza femminile straordinaria. E poi la costa di Matoya, con i suoi allevamenti di ostriche e la vita che scorre lenta tra le onde e le reti da pesca. Dormire a Toba o nella più tranquilla Shima significa addormentarsi con il suono del mare e svegliarsi con la luce dorata dell’alba.

A Kashikojima, cuore della baia di Ago, si scopre un arcipelago silenzioso, perfetto per una mini-crociera tra le isole o per un pranzo intimo in una capanna ama, dove il pescato del giorno viene cucinato secondo tradizione, tra risate sincere e racconti antichi. Le strade minori invitano a rallentare ancora di più, attraversando villaggi dimenticati e scorci di costa che sembrano dipinti.

Il rientro verso Nagoya non è una semplice traversata, ma un ultimo regalo. Una sosta a Sakakibara Onsen, tra le colline, offre un momento di rigenerazione nelle sue acque terapeutiche. Chi ha tempo può fermarsi anche a Matsusaka, patria di una delle carni wagyu più pregiate del Giappone, e passeggiare tra i quartieri dei vecchi samurai.

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Shikoku in libertà

Shikoku è la terra del pellegrinaggio degli 88 templi, dei ponti sospesi nella Valle di Iya, dei castelli che dominano piccole città portuali e degli onsen avvolti dalla nebbia del mattino. Le sue strade sono curate, il traffico pressoché assente, e dietro ogni curva si cela un paesaggio che sorprende per grazia e semplicità. 

Il viaggio inizia a Takamatsu, elegante porta d’ingresso dell’isola, affacciata sul Mare Interno di Seto. Il Ritsurin Garden, con i suoi laghetti e i pini secolari modellati con maestria zen, invita alla contemplazione. Il soggiorno in un ryokan con onsen panoramico segna da subito il ritmo del viaggio: lento, profondo, rigenerante.

Poi la strada sale, si restringe, si addentra nella misteriosa Valle di Iya. Attraversare i ponti sospesi e scendere in funicolare fino alle acque termali dell’Hotel Iya Onsen è come varcare una soglia: qui inizia la parte più spirituale del viaggio, tra natura incontaminata e silenzi che parlano all’anima.

L’itinerario prosegue verso Kōchi, città viva e profumata di mare, dove il mercato Hirome pulsa di sapori locali e il katsuo no tataki, il tonnetto leggermente scottato, racconta la gastronomia autentica del luogo. Si dorme nel cuore della città, accolti da una moderna ospitalità giapponese, tra efficienza e discrezione.

Il Ritsurin Garden

Lungo la costa del Pacifico, il paesaggio si fa epico: scogliere, onde e piccole baie silenziose accompagnano fino a Uwajima, custode di un castello che domina la città e del tempio Taga.

A Matsuyama, la destinazione è l’antica Dōgo Onsen, una delle terme più antiche del Giappone. Immergersi in queste acque, tra legno consumato e vapori sospesi, è come sfiorare il tempo. Dopo un bagno rigenerante nelle storiche acque termali, si può esplorare il castello di Matsuyama, situato su una collina con vista sulla città. 

Poi Tokushima, terra di danzatori. Qui l’Awa Odori, la danza tradizionale, incanta con il suo ritmo antico. E il tempio Ryozenji, il primo del pellegrinaggio degli 88 templi di Shikoku, accoglie i pellegrini, ricordando che Shikoku è anche un’isola sacra, dove ogni passo può diventare meditazione.

Il viaggio si chiude tornando a Takamatsu, con una sosta ai celebri vortici di Naruto, dove la potenza dell’acqua racconta la forza misteriosa dell’isola. 

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Shikoku fuori dai sentieri battuti

Un traghetto conduce sull’isola di Shodoshima, famosa per la produzione di olive. È qui che si trovano le spettacolari 750 risaie terrazzate di Nakayama Senmaida, un paesaggio rurale mozzafiato che racconta storie di agricoltura, tradizione e resilienza. In un piccolo café del villaggio, il pranzo è un tributo alla cucina locale: hamburger di manzo alle olive o piatti a base di ortaggi biologici.

Il viaggio prosegue verso luoghi di spiritualità ancora poco conosciuti: il tempio montano di Nishinotaki, dove è possibile incontrare il monaco Kobayashi-san, percorrere una suggestiva grotta di preghiera e assistere a una cerimonia del fuoco che lascia il segno. A seguire, una visita alla storica fabbrica di salsa di soia Yamaroku svela i segreti di una delle eccellenze giapponesi più amate al mondo.

I panorami dell’isola di Shikoku

A metà pomeriggio, una sosta golosa da Minori Gelato offre gusti inaspettati – sake, zenzero e salsa di soia – in un gelato nato come installazione artistica per la Triennale dell’Arte di Setouchi.

Attraversando il Monte Tsurugi si raggiunge la Valle di Oku-Iya, un luogo che sembra sospeso nel tempo. Qui si trova un villaggio quasi disabitato, ripopolato da bambole a grandezza naturale: un’installazione toccante nata come risposta personale alla solitudine e allo spopolamento delle zone rurali.

Il viaggio prosegue tra mani in pasta e calore umano: imparare a preparare i soba noodles seguendo tecniche antiche, e gustarli appena fatti, è un’esperienza che unisce sapori e storie. La notte si trascorre in case coloniche tradizionali, restaurate con amore, dove le donne del villaggio preparano una cena con prodotti dei propri orti, cucinati con semplicità e passione.

L’itinerario culmina in uno dei templi buddhisti più spirituali e misteriosi di Shikoku, spesso avvolto dalla nebbia e protetto da alberi secolari. Un luogo che parla al cuore e invita alla riflessione.
Il viaggio si chiude con una passeggiata tra le meraviglie del Ritsurin Garden a Takamatsu, uno dei giardini tradizionali più raffinati del Paese.

Un’esperienza che unisce l’anima del Giappone antico al fascino delle sue bellezze nascoste. Per chi cerca un viaggio fuori dall’ordinario, tra spiritualità, natura, arte e incontri autentici.

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Setouchi: il Giappone che non vi aspettate

Se siete amanti dell’arte contemporanea, queste isole vi sembreranno un museo a cielo aperto. Il celebre Festival d’Arte di Setouchi, che si svolge ciclicamente in diverse stagioni, porta opere di artisti giapponesi e internazionali a dialogare con il paesaggio, trasformando villaggi e scorci costieri in esperienze visive e sensoriali. Anche al di fuori del periodo del festival, molte installazioni restano visibili tutto l’anno, regalando spunti di riflessione e bellezza a ogni passo.

Ma Setouchi non è solo arte: è anche il luogo ideale per chi cerca emozioni più intime e romantiche. A Shodoshima, una delle isole più grandi, vi attende la Angel Road, una lingua di sabbia che appare soltanto durante la bassa marea e che collega la spiaggia all’isolotto di Yoshima. Secondo una leggenda locale, attraversare questo sentiero con la persona amata porta fortuna e amore eterno. È un’esperienza da vivere mano nella mano, magari lasciando un messaggio scritto su un legnetto votivo da appendere all’albero dei desideri, per poi salire fino alla Collina delle Promesse e suonare insieme la campana che suggella i legami più profondi.

Shodoshima

Sempre a Shodoshima, un’atmosfera sorprendentemente mediterranea vi avvolgerà tra gli uliveti che si estendono nel Parco degli Ulivi, dove la coltivazione di olive – iniziata proprio qui per la prima volta in Giappone – ricorda i paesaggi del sud Europa. Passeggiando tra gli alberi, potrete scoprire prodotti locali come gelati, cosmetici e oli profumati, oppure concedervi un momento di puro relax nelle acque termali del Sun Olive Onsen, con vista sul mare e sul verde.

Setouchi è molto più di una destinazione: è un invito a rallentare, ad ascoltare il silenzio, a riempire gli occhi di bellezza e il cuore di ispirazione. Un viaggio che resta dentro, lungo un arcipelago che parla d’amore, creatività e armonia.

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