GRAN TENKU: il nuovo treno di lusso da Osaka a Koyasan

Più che un semplice treno panoramico, GRAN TENKU è stato concepito come un viaggio attraverso il patrimonio del Kansai. Il percorso attraversa vallate e foreste fino alle montagne di Koyasan, patrimonio mondiale UNESCO e uno dei luoghi più importanti del Buddhismo Shingon. Una volta giunti alla Gokurakubashi Station, il viaggio prosegue con la storica funivia che conduce a Koyasan, completando un itinerario che vi accompagna gradualmente dal ritmo della metropoli alla quiete della montagna.

Fin dal primo sguardo, GRAN TENKU rivela la volontà di raccontare la storia della linea ferroviaria e delle regioni attraversate. Le linee sinuose della livrea si ispirano alle ali spiegate del simbolo storico della compagnia ferroviaria, mentre motivi botanici richiamano i rododendri che fioriscono sul Monte Koya e le foglie di acanto presenti nello storico edificio di Nankai Namba Station. Gli interni sono un omaggio all’artigianato tradizionale giapponese: le eleganti porte, realizzate con la lavorazione kumiko dei tradizionali Osaka Ranma, i pannelli che utilizzano la stessa lavorazione per gli elementi in bambù combinati con carta washi di Awa tinta di indaco, i lavabi in peltro di Naniwa e perfino i mattoni recuperati dalla storica stazione di Namba contribuiscono a creare un ambiente raffinato.

Sul GRAN TENKU anche la gastronomia diventa protagonista. Chi sceglie l’opzione più esclusiva con pasti e bevande inclusi può vivere un’esperienza culinaria studiata per valorizzare i prodotti locali di Osaka e Wakayama, con menu differenti a seconda dell’orario di partenza: colazione, pranzo o afternoon tea. La proposta è stata sviluppata sotto la supervisione dello chef Atsushi Motokawa, del ristorante Genji, e comprende piatti preparati con ingredienti stagionali e presentati nei tradizionali okamochi. Dal pranzo composto da dodici piccole portate all’afternoon tea con dolci e specialità salate, ogni dettaglio è pensato per raccontare il territorio attraverso i suoi sapori.

Anche il percorso stesso fa parte dell’esperienza. La linea Koya è una delle più affascinanti ferrovie di montagna del Giappone: attraversa ripide pendenze, curve strette, ponti e stazioni risalenti alle epoche Taisho e Showa, che sono state riconosciute come Heritage of Industrial Modernization del Giappone. Dalle ampie vetrate panoramiche del GRAN TENKU si alternano scorci di vallate, boschi e montagne, offrendo una prospettiva privilegiata su una delle tratte ferroviarie più suggestive del Paese.

GRAN TENKU punta sulla capacità di raccontare un territorio. Attraverso materiali, artigianato, cucina e paesaggi, ogni dettaglio richiama l’identità locale e vi prepara all’arrivo in uno dei luoghi spiritualmente più significativi del Giappone. 

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L’eleganza di Nasu

L’identità di Nasu è legata alla sua origine vulcanica. Modellato da un’intensa attività geologica iniziata circa 500.000 anni fa, questo territorio è dominato dal Monte Nasu, il massiccio vulcanico che comprende il Monte Chausu, l’unico vulcano attivo della prefettura di Tochigi. Gli strati di magma che scorrono nel sottosuolo alimentano le celebri sorgenti termali della regione, conosciute fin dall’VIII secolo, mentre gli ampi pascoli, eredità delle antiche tenute nobiliari, danno vita a una rinomata produzione di formaggi artigianali e latticini di alta qualità. 

Tra villaggi rurali, fattorie e boschi si scopre il legame tra la popolazione locale e il territorio. Qui sopravvivono antichi mestieri, come la lavorazione del bambù, mentre la ricchezza delle campagne si riflette in una produzione agroalimentare d’eccellenza che contribuisce alla fama gastronomica della regione.

La cascata Kegon

Proseguendo verso Nikko, il viaggio si arricchisce di una dimensione spirituale. Circondata da montagne sacre e foreste secolari, questa località custodisce alcuni dei complessi religiosi più importanti del Giappone. Templi e santuari si integrano armoniosamente nell’ambiente naturale, creando un’atmosfera suggestiva. 

Tra i luoghi simbolo spiccano la cascata Kegon, che con il suo salto di quasi cento metri rappresenta uno dei simboli naturalistici di Nikko, e il Santuario Toshogu, capolavoro dell’arte decorativa giapponese e testimonianza della grandezza dello shogunato Tokugawa. Le sue strutture riccamente ornate, immerse nel verde, uniscono diversi stili architettonici, sculture e intarsi che continuano a stupire i visitatori provenienti da tutto il mondo.

Che si scelga di percorrere i sentieri del Monte Nasu, una delle mete più popolari per il trekking e l’alpinismo, esplorare i boschi in bicicletta, concedersi una pausa nelle celebri sorgenti termali o in un ristorante gourmet, Nasu porta alla scoperta di alcuni dei luoghi più affascinanti del Giappone centrale, unendo avventura, storia e relax.

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Lo spirito di Yamagata 

Tsuruoka è riconosciuta dall’UNESCO come Città Creativa della Gastronomia e considerata il cuore spirituale della regione. La vicina area di Dewa Sanzan, le Tre Montagne Sacre, da oltre 1400 anni rappresenta una delle più importanti destinazioni di pellegrinaggio del Giappone. Qui ci si può avvicinare alla tradizione degli yamabushi, gli asceti della montagna che praticano una forma di spiritualità che combina elementi di buddismo, shintoismo e taoismo. Le tre montagne sacre – Haguro, celebre per la sua pagoda, Gassan e Yudono – rappresentano ciascuna una fase della vita (nascita, morte e rinascita) e solitamente vengono visitate proprio in questo ordine. Attraverso sentieri immersi nei boschi e cerimonie di preghiera, si entra in contatto con una dimensione contemplativa e di introspezione. 

Poco distante si trova Yamadera, uno dei templi più iconici del Giappone. Arroccato lungo le pendici della montagna, questo complesso religioso sembra sospeso tra cielo e terra. I gradini che attraversano il bosco conducono a terrazze panoramiche e padiglioni da cui ammirare vallate e foreste, in un’atmosfera che ha ispirato i viaggiatori per generazioni.

Il tempio di Yamadera

Nell’area di Yonezawa si scopre un altro volto della regione, legato alla storia dei clan samurai che governavano queste terre. Qui il Santuario Uesugi-jinja rende omaggio a uno dei guerrieri più celebri del Giappone e le tradizioni artistiche come la calligrafia permettono di avvicinarsi ai valori di armonia, equilibrio e ricerca interiore che caratterizzano la cultura giapponese.

L’anima gastronomica della regione trova invece la sua massima espressione nella città di Yamagata, una terra di eccellenze culinarie, favorita da un ambiente naturale straordinariamente generoso. Le acque pure provenienti dalle montagne e i terreni fertili hanno reso la regione famosa per la produzione di sake di alta qualità e per una cucina che valorizza ingredienti locali e stagionali. Visitare una storica distilleria significa scoprire il legame profondo fra territorio e artigianalità.

Tra montagne sacre, templi immersi nei boschi, antiche tradizioni samurai e una cultura gastronomica raffinata, Yamagata offre l’opportunità di entrare in contatto con un patrimonio culturale e spirituale che continua a vivere nel presente.

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Kyushu: tra profumi, silenzi e orizzonti

Profumi e sapori dell’isola

Tra i vicoli animati di Fukuoka, i yatai fumanti invitano a scoprire i piatti tradizionali, mentre il tempio di Dazaifu Tenmangu offre un’oasi di pace tra torii rossi e giardini ordinati.
Tra le colline di Saga, il verde intenso delle piantagioni di tè fa da cornice a cerimonie tradizionali, mentre le distillerie di sakè svelano storie di una maestria secolare. Nei laboratori di porcellana di Imari, l’argilla prende forma sotto mani esperte, tra creazioni da ammirare o realizzare.
A Kumamoto e nel cuore di Aso, il paesaggio vulcanico accompagna escursioni in bicicletta o a piedi, fra crateri e vaste praterie, con momenti di relax in ryokan termali e pasti kaiseki. Infine, Kurokawa Onsen accoglie con dolci locali e atmosfere tranquille tra montagne e fiumi.

Silenzi e arti antiche

A Fukuoka, tra le luci dei yatai, il tempio Dazaifu Tenmangu invita a fermarsi e ascoltare la storia che permea ogni angolo della città.
Nei quartieri di Saga, la ceramica diventa un racconto silenzioso: torni e forni raccontano gesti tramandati da generazioni, e chi vuole può creare il proprio pezzo unico.
A Kumamoto, antichi teatri e botteghe illuminate da lanterne in washi ospitano l’Higo Zogan, l’arte dell’intarsio delle spade, e ogni dettaglio mostra precisione e dedizione. Passeggiando tra castelli e quartieri storici, il tempo rallenta, lasciando spazio alla contemplazione di un Giappone autentico, da vivere senza fretta.

Mare, vulcani e orizzonti grandiosi

Da Fukuoka, tra vie animate e yatai, si raggiunge Dazaifu Tenmangu, poi Imari, patria della porcellana.
A Nagasaki, i giardini di Glover Garden e il Peace Memorial Park raccontano incontri culturali e commerci lontani, mentre una crociera svela le rovine surreali di Gunkanjima.
A Unzen, fra sorgenti calde e cieli stellati, scoprirete che qui si raccolgono ortaggi antichi e come avviene la cottura jigoku-mushi.
Attraversando il mare fino a Kumamoto e Aso, si esplora la caldera a piedi o in bici, si gusta un ekiben e la pregiata carne Akaushi, prima di rilassarsi in un ryokan.
Il viaggio si chiude a Kagoshima, dove il vulcano Sakurajima domina l’orizzonte: tra izakaya e imo shochu, si assaporano tradizioni locali e panorami indimenticabili.

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Un viaggio tra Tottori e Shimane

Il percorso inizia da Tottori, raggiungibile facilmente da Osaka con un treno Limited Express o in auto. Qui il paesaggio sorprende con uno spettacolo inatteso: le dune di sabbia che si estendono lungo la costa del Mar del Giappone sembrano un deserto dorato che sfiora il mare. È possibile camminare tra le onde di sabbia, provare il sandboarding o semplicemente ammirare il gioco di luci e ombre sul paesaggio ondulato. Poco distante, il Sand Museum espone le incredibili sculture realizzate interamente in sabbia da artisti internazionali. La giornata si conclude con una cena a base di pesce fresco e specialità locali, come il celebre granchio Matsuba, in uno dei ristoranti tipici del centro cittadino.

Il giorno seguente è dedicato alla scoperta del cuore culturale e naturale di Tottori. Le rovine dell’antico castello e il vicino museo introducono alla storia della città, ma è il Monte Daisen, la vetta più alta della regione del Chūgoku, a regalare le emozioni più forti. Qui vi aspettano antichi sentieri immersi nei boschi, silenziosi templi come il Daisenji e panorami mozzafiato. In autunno, il foliage colora ogni sentiero con tonalità infuocate. Pernottare in un ryokan con onsen naturale ai piedi della montagna è il modo migliore per entrare in sintonia con l’anima contemplativa del luogo.

Monte Daisen

Proseguendo verso la prefettura di Shimane, si attraversano paesaggi rurali punteggiati da piccoli santuari come Hakuto, legato alla leggenda del coniglio bianco. È una terra di miti e storie antiche, che si riflette anche nella graziosa città di Matsue, affacciata sul lago Shinji. Il suo castello in legno, uno dei pochi originali sopravvissuti in Giappone, domina un centro storico suggestivo. Un giro in barca nei canali del fossato, la visita alla casa-museo dello scrittore Lafcadio Hearn e la cerimonia del tè in un’antica casa da tè completano l’esperienza.

Il momento più spirituale del viaggio arriva a Izumo Taisha, uno dei dei luoghi più sacri del Giappone. Situato a circa un’ora da Matsue, è considerato la dimora delle divinità e un centro spirituale importantissimo, specialmente per chi è in cerca di legami e relazioni profonde. Dopo aver esplorato il complesso e i musei vicini, non si può perdere l’Izumo soba servito in ciotole impilate. Il vicino faro di Hinomisaki, con la sua vista aperta sull’oceano, è un luogo perfetto per concludere la giornata al tramonto.

Tra una passeggiata sulle sue sponde e una visita al Museo d’Arte di Shimane, il lago Shinji continua a stupire con i suoi tramonti. Nella vicina Tamatsukuri Onsen, una delle più antiche località termali del Paese, ci si può concedere il lusso di un bagno nelle acque “miracolose” decantate fin dai tempi antichi.

Se il tempo lo consente, una deviazione verso l’area UNESCO di Iwami Ginzan completa l’itinerario. Qui, antiche miniere d’argento, vecchi templi e il villaggio di Omori raccontano secoli di storia immersi in un paesaggio verdissimo. Poco distante, il borgo termale di Yunotsu conserva intatta l’atmosfera dell’epoca Edo.

Per un soggiorno ancora più immersivo in questa zona, vale la pena scegliere uno dei raffinati ryokan RITA: il RITA Izumo-Sagiura, vicino al mare e circondato da silenzio e natura; il RITA Izumo-Hirata, che fonde accoglienza contemporanea e tradizione in un piccolo borgo suggestivo; o il RITA Unnan-Yoshida, incastonato tra le montagne e perfetto per chi cerca pace e autenticità. Strutture dove ogni dettaglio è pensato per far sentire l’ospite al centro di un’esperienza unica.

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Toyama, Fukui ed Eiheiji

Toyama, spesso trascurata dalle rotte più battute, accoglie con la sobrietà elegante delle città che si svelano piano. Le cime innevate delle Alpi giapponesi fanno da sfondo a una passeggiata nel Parco del Castello, mentre l’antico quartiere di Iwase, con le sue case mercantili in legno e l’atmosfera da epoca Edo, regala suggestioni d’altri tempi. A mezzogiorno, l’appuntamento è con il Toyama Bay Sushi, che celebra il mare e la freschezza del pescato in combinazioni delicate e raffinate. E poi si parte per le montagne.

Unazuki Onsen è più di una semplice stazione termale: è una porta verso la bellezza incontaminata della gola di Kurobe. Anche senza salire sulla famosa Kurobe Gorge Railway, basta una passeggiata tra i ponti sospesi e i ruscelli per sentirsi parte del paesaggio. La notte in ryokan, tra acque termali fumanti e una cena kaiseki dai sapori stagionali, è una carezza lenta e rigenerante.

Le montagne di Toyama

Il viaggio prosegue verso Fukui, e da lì ci si addentra tra i boschi fino a Eiheiji, uno dei templi zen più importanti del Giappone. Il tempio, fondato dal maestro Dōgen nel XIII secolo, non è un luogo da ammirare ma da vivere. Lo shukubō, il pernottamento all’interno del tempio, è un rito in sé. Si viene accolti con semplicità, si indossa l’abito del pellegrino e si partecipa a una sessione di zazen, la meditazione seduta. La cena shōjin ryōri, rigorosamente vegetariana, viene consumata in silenzio, seguendo una ritualità che riconnette mente e corpo.

La notte è essenziale: un futon, il profumo del tatami e il suono della foresta. Ma è all’alba che l’esperienza zen si rivela appieno. La cerimonia del mattino, tra canti di sutra e movimenti rituali, è un invito a lasciare andare ogni distrazione e ascoltare ciò che davvero conta. Camminare nel tempio, tra i corridoi in legno e i cedri secolari, è come attraversare il cuore stesso del Giappone spirituale.

Prima del ritorno, c’è spazio per un’ultima parentesi di benessere: Awara Onsen, poco distante da Fukui, è perfetta per un bagno caldo e un pranzo leggero, avvolti ancora una volta dal ritmo lento di questo viaggio.

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La penisola di Ise-Shima on the road 

Il viaggio comincia a Nagoya, vivace città da cui, con poco più di due ore di guida tranquilla, si raggiunge Ise, cuore spirituale del Giappone. Qui sorge l’Ise Jingū, il più venerato tra i santuari shintoisti. Il Gekū e il Naikū, immersi in una foresta sacra, trasmettono una sensazione di rispetto profondo per la natura e il divino. I sentieri di ghiaia, le torri in legno grezzo e il silenzio ovattato rendono la visita un’esperienza quasi mistica. Dopo la visita, il quartiere di Okage Yokocho invita a passeggiare tra botteghe e case tradizionali, degustando prelibatezze locali come i mochi alla griglia e il pesce essiccato. La notte in un ryokan con onsen, magari affacciato sul mare o incastonato nel verde del Parco di Ise-Shima, suggella la giornata con un bagno caldo sotto le stelle.

Il Castello di Nagoya

Proseguendo verso Toba, l’auto si trasforma in una chiave d’accesso a un mondo meno conosciuto: fari solitari come quello di Anorisaki, belvederi panoramici come Daiozaki, o santuari dimenticati che punteggiano le colline. A Mikimoto Pearl Island, si entra in contatto con le ama, le leggendarie pescatrici di perle, simbolo di una tradizione millenaria e di una forza femminile straordinaria. E poi la costa di Matoya, con i suoi allevamenti di ostriche e la vita che scorre lenta tra le onde e le reti da pesca. Dormire a Toba o nella più tranquilla Shima significa addormentarsi con il suono del mare e svegliarsi con la luce dorata dell’alba.

A Kashikojima, cuore della baia di Ago, si scopre un arcipelago silenzioso, perfetto per una mini-crociera tra le isole o per un pranzo intimo in una capanna ama, dove il pescato del giorno viene cucinato secondo tradizione, tra risate sincere e racconti antichi. Le strade minori invitano a rallentare ancora di più, attraversando villaggi dimenticati e scorci di costa che sembrano dipinti.

Il rientro verso Nagoya non è una semplice traversata, ma un ultimo regalo. Una sosta a Sakakibara Onsen, tra le colline, offre un momento di rigenerazione nelle sue acque terapeutiche. Chi ha tempo può fermarsi anche a Matsusaka, patria di una delle carni wagyu più pregiate del Giappone, e passeggiare tra i quartieri dei vecchi samurai.

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Shikoku in libertà

Shikoku è la terra del pellegrinaggio degli 88 templi, dei ponti sospesi nella Valle di Iya, dei castelli che dominano piccole città portuali e degli onsen avvolti dalla nebbia del mattino. Le sue strade sono curate, il traffico pressoché assente, e dietro ogni curva si cela un paesaggio che sorprende per grazia e semplicità. 

Il viaggio inizia a Takamatsu, elegante porta d’ingresso dell’isola, affacciata sul Mare Interno di Seto. Il Ritsurin Garden, con i suoi laghetti e i pini secolari modellati con maestria zen, invita alla contemplazione. Il soggiorno in un ryokan con onsen panoramico segna da subito il ritmo del viaggio: lento, profondo, rigenerante.

Poi la strada sale, si restringe, si addentra nella misteriosa Valle di Iya. Attraversare i ponti sospesi e scendere in funicolare fino alle acque termali dell’Hotel Iya Onsen è come varcare una soglia: qui inizia la parte più spirituale del viaggio, tra natura incontaminata e silenzi che parlano all’anima.

L’itinerario prosegue verso Kōchi, città viva e profumata di mare, dove il mercato Hirome pulsa di sapori locali e il katsuo no tataki, il tonnetto leggermente scottato, racconta la gastronomia autentica del luogo. Si dorme nel cuore della città, accolti da una moderna ospitalità giapponese, tra efficienza e discrezione.

Il Ritsurin Garden

Lungo la costa del Pacifico, il paesaggio si fa epico: scogliere, onde e piccole baie silenziose accompagnano fino a Uwajima, custode di un castello che domina la città e del tempio Taga.

A Matsuyama, la destinazione è l’antica Dōgo Onsen, una delle terme più antiche del Giappone. Immergersi in queste acque, tra legno consumato e vapori sospesi, è come sfiorare il tempo. Dopo un bagno rigenerante nelle storiche acque termali, si può esplorare il castello di Matsuyama, situato su una collina con vista sulla città. 

Poi Tokushima, terra di danzatori. Qui l’Awa Odori, la danza tradizionale, incanta con il suo ritmo antico. E il tempio Ryozenji, il primo del pellegrinaggio degli 88 templi di Shikoku, accoglie i pellegrini, ricordando che Shikoku è anche un’isola sacra, dove ogni passo può diventare meditazione.

Il viaggio si chiude tornando a Takamatsu, con una sosta ai celebri vortici di Naruto, dove la potenza dell’acqua racconta la forza misteriosa dell’isola. 

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Shikoku fuori dai sentieri battuti

Un traghetto conduce sull’isola di Shodoshima, famosa per la produzione di olive. È qui che si trovano le spettacolari 750 risaie terrazzate di Nakayama Senmaida, un paesaggio rurale mozzafiato che racconta storie di agricoltura, tradizione e resilienza. In un piccolo café del villaggio, il pranzo è un tributo alla cucina locale: hamburger di manzo alle olive o piatti a base di ortaggi biologici.

Il viaggio prosegue verso luoghi di spiritualità ancora poco conosciuti: il tempio montano di Nishinotaki, dove è possibile incontrare il monaco Kobayashi-san, percorrere una suggestiva grotta di preghiera e assistere a una cerimonia del fuoco che lascia il segno. A seguire, una visita alla storica fabbrica di salsa di soia Yamaroku svela i segreti di una delle eccellenze giapponesi più amate al mondo.

I panorami dell’isola di Shikoku

A metà pomeriggio, una sosta golosa da Minori Gelato offre gusti inaspettati – sake, zenzero e salsa di soia – in un gelato nato come installazione artistica per la Triennale dell’Arte di Setouchi.

Attraversando il Monte Tsurugi si raggiunge la Valle di Oku-Iya, un luogo che sembra sospeso nel tempo. Qui si trova un villaggio quasi disabitato, ripopolato da bambole a grandezza naturale: un’installazione toccante nata come risposta personale alla solitudine e allo spopolamento delle zone rurali.

Il viaggio prosegue tra mani in pasta e calore umano: imparare a preparare i soba noodles seguendo tecniche antiche, e gustarli appena fatti, è un’esperienza che unisce sapori e storie. La notte si trascorre in case coloniche tradizionali, restaurate con amore, dove le donne del villaggio preparano una cena con prodotti dei propri orti, cucinati con semplicità e passione.

L’itinerario culmina in uno dei templi buddhisti più spirituali e misteriosi di Shikoku, spesso avvolto dalla nebbia e protetto da alberi secolari. Un luogo che parla al cuore e invita alla riflessione.
Il viaggio si chiude con una passeggiata tra le meraviglie del Ritsurin Garden a Takamatsu, uno dei giardini tradizionali più raffinati del Paese.

Un’esperienza che unisce l’anima del Giappone antico al fascino delle sue bellezze nascoste. Per chi cerca un viaggio fuori dall’ordinario, tra spiritualità, natura, arte e incontri autentici.

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Tottori: spiritualità, natura e tradizione

Una delle attrazioni più affascinanti di Tottori è senza dubbio il Monte Mitoku, considerato da secoli un luogo di grande energia spirituale. Il percorso per raggiungere la cima è ripido e impegnativo, ma attraversare i sentieri boscosi indossando i tradizionali sandali di paglia è parte dell’esperienza. Lungo il cammino, si viene premiati da scorci mozzafiato e soprattutto dall’incredibile tempio Nageire-dō, costruito a strapiombo sulla roccia. La sua architettura misteriosa – di cui ancora oggi non si conoscono con certezza le tecniche costruttive – affascina visitatori da tutto il mondo.

Dopo l’escursione, nulla di meglio che lasciarsi coccolare dalle acque termali di Misasa Onsen. Questo piccolo villaggio termale, immerso nella natura, è noto per le sue sorgenti ricche di radon, un minerale raro con proprietà benefiche per corpo e mente. Il bagno all’aperto lungo il fiume è un’esperienza particolarmente suggestiva, soprattutto nei mesi più freschi. La zona ospita anche ryokan storici dove rilassarsi con una cena kaiseki e notti silenziose nel cuore della campagna giapponese.

Le sorgenti termali della Prefettura di Tottori

Tottori è anche una terra di artigiani e tradizioni. Una visita al Museo dell’Artigianato Popolare e a un forno di ceramica locale permette di conoscere il valore degli oggetti di uso quotidiano, concepiti non solo per la funzionalità ma anche per la loro bellezza. E per chi vuole mettersi alla prova, laboratori artigianali come lo Shiroitani Kōbō offrono l’opportunità di cimentarsi con la marqueterie giapponese, creando con le proprie mani un ricordo unico del viaggio.

E naturalmente, non può mancare l’aspetto gastronomico: Tottori è famosa per i suoi piatti a base di pesce fresco, anguilla, ayu di fiume e verdure di stagione. In montagna, si può gustare il raffinato Daisen Gibier, piatti di selvaggina locale che raccontano il forte legame del territorio con la natura.

Una natura che si esprime al meglio anche nei paesaggi della prefettura. Non tutti sanno, infatti, che Tottori è famosa anche per le sue dune di sabbia: un paesaggio dorato di 30 chilometri quadrati che si estende per quasi 16 chilometri lungo la costa, toccando il mare.

Visitare la Prefettura di Tottori significa prendersi una pausa dal ritmo frenetico del quotidiano e riscoprire il piacere della lentezza, dell’introspezione e del contatto autentico con luoghi e persone. È un viaggio che parla di spiritualità, di paesaggi puri, di tradizioni ancora vive e di accoglienza genuina. Un’esperienza profonda, da vivere con tutti i sensi.

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