Kyushu: tra profumi, silenzi e orizzonti

Profumi e sapori dell’isola

Tra i vicoli animati di Fukuoka, i yatai fumanti invitano a scoprire i piatti tradizionali, mentre il tempio di Dazaifu Tenmangu offre un’oasi di pace tra torii rossi e giardini ordinati.
Tra le colline di Saga, il verde intenso delle piantagioni di tè fa da cornice a cerimonie tradizionali, mentre le distillerie di sakè svelano storie di una maestria secolare. Nei laboratori di porcellana di Imari, l’argilla prende forma sotto mani esperte, tra creazioni da ammirare o realizzare.
A Kumamoto e nel cuore di Aso, il paesaggio vulcanico accompagna escursioni in bicicletta o a piedi, fra crateri e vaste praterie, con momenti di relax in ryokan termali e pasti kaiseki. Infine, Kurokawa Onsen accoglie con dolci locali e atmosfere tranquille tra montagne e fiumi.

Silenzi e arti antiche

A Fukuoka, tra le luci dei yatai, il tempio Dazaifu Tenmangu invita a fermarsi e ascoltare la storia che permea ogni angolo della città.
Nei quartieri di Saga, la ceramica diventa un racconto silenzioso: torni e forni raccontano gesti tramandati da generazioni, e chi vuole può creare il proprio pezzo unico.
A Kumamoto, antichi teatri e botteghe illuminate da lanterne in washi ospitano l’Higo Zogan, l’arte dell’intarsio delle spade, e ogni dettaglio mostra precisione e dedizione. Passeggiando tra castelli e quartieri storici, il tempo rallenta, lasciando spazio alla contemplazione di un Giappone autentico, da vivere senza fretta.

Mare, vulcani e orizzonti grandiosi

Da Fukuoka, tra vie animate e yatai, si raggiunge Dazaifu Tenmangu, poi Imari, patria della porcellana.
A Nagasaki, i giardini di Glover Garden e il Peace Memorial Park raccontano incontri culturali e commerci lontani, mentre una crociera svela le rovine surreali di Gunkanjima.
A Unzen, fra sorgenti calde e cieli stellati, scoprirete che qui si raccolgono ortaggi antichi e come avviene la cottura jigoku-mushi.
Attraversando il mare fino a Kumamoto e Aso, si esplora la caldera a piedi o in bici, si gusta un ekiben e la pregiata carne Akaushi, prima di rilassarsi in un ryokan.
Il viaggio si chiude a Kagoshima, dove il vulcano Sakurajima domina l’orizzonte: tra izakaya e imo shochu, si assaporano tradizioni locali e panorami indimenticabili.

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Un viaggio tra Tottori e Shimane

Il percorso inizia da Tottori, raggiungibile facilmente da Osaka con un treno Limited Express o in auto. Qui il paesaggio sorprende con uno spettacolo inatteso: le dune di sabbia che si estendono lungo la costa del Mar del Giappone sembrano un deserto dorato che sfiora il mare. È possibile camminare tra le onde di sabbia, provare il sandboarding o semplicemente ammirare il gioco di luci e ombre sul paesaggio ondulato. Poco distante, il Sand Museum espone le incredibili sculture realizzate interamente in sabbia da artisti internazionali. La giornata si conclude con una cena a base di pesce fresco e specialità locali, come il celebre granchio Matsuba, in uno dei ristoranti tipici del centro cittadino.

Il giorno seguente è dedicato alla scoperta del cuore culturale e naturale di Tottori. Le rovine dell’antico castello e il vicino museo introducono alla storia della città, ma è il Monte Daisen, la vetta più alta della regione del Chūgoku, a regalare le emozioni più forti. Qui vi aspettano antichi sentieri immersi nei boschi, silenziosi templi come il Daisenji e panorami mozzafiato. In autunno, il foliage colora ogni sentiero con tonalità infuocate. Pernottare in un ryokan con onsen naturale ai piedi della montagna è il modo migliore per entrare in sintonia con l’anima contemplativa del luogo.

Monte Daisen

Proseguendo verso la prefettura di Shimane, si attraversano paesaggi rurali punteggiati da piccoli santuari come Hakuto, legato alla leggenda del coniglio bianco. È una terra di miti e storie antiche, che si riflette anche nella graziosa città di Matsue, affacciata sul lago Shinji. Il suo castello in legno, uno dei pochi originali sopravvissuti in Giappone, domina un centro storico suggestivo. Un giro in barca nei canali del fossato, la visita alla casa-museo dello scrittore Lafcadio Hearn e la cerimonia del tè in un’antica casa da tè completano l’esperienza.

Il momento più spirituale del viaggio arriva a Izumo Taisha, uno dei dei luoghi più sacri del Giappone. Situato a circa un’ora da Matsue, è considerato la dimora delle divinità e un centro spirituale importantissimo, specialmente per chi è in cerca di legami e relazioni profonde. Dopo aver esplorato il complesso e i musei vicini, non si può perdere l’Izumo soba servito in ciotole impilate. Il vicino faro di Hinomisaki, con la sua vista aperta sull’oceano, è un luogo perfetto per concludere la giornata al tramonto.

Tra una passeggiata sulle sue sponde e una visita al Museo d’Arte di Shimane, il lago Shinji continua a stupire con i suoi tramonti. Nella vicina Tamatsukuri Onsen, una delle più antiche località termali del Paese, ci si può concedere il lusso di un bagno nelle acque “miracolose” decantate fin dai tempi antichi.

Se il tempo lo consente, una deviazione verso l’area UNESCO di Iwami Ginzan completa l’itinerario. Qui, antiche miniere d’argento, vecchi templi e il villaggio di Omori raccontano secoli di storia immersi in un paesaggio verdissimo. Poco distante, il borgo termale di Yunotsu conserva intatta l’atmosfera dell’epoca Edo.

Per un soggiorno ancora più immersivo in questa zona, vale la pena scegliere uno dei raffinati ryokan RITA: il RITA Izumo-Sagiura, vicino al mare e circondato da silenzio e natura; il RITA Izumo-Hirata, che fonde accoglienza contemporanea e tradizione in un piccolo borgo suggestivo; o il RITA Unnan-Yoshida, incastonato tra le montagne e perfetto per chi cerca pace e autenticità. Strutture dove ogni dettaglio è pensato per far sentire l’ospite al centro di un’esperienza unica.

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Toyama, Fukui ed Eiheiji

Toyama, spesso trascurata dalle rotte più battute, accoglie con la sobrietà elegante delle città che si svelano piano. Le cime innevate delle Alpi giapponesi fanno da sfondo a una passeggiata nel Parco del Castello, mentre l’antico quartiere di Iwase, con le sue case mercantili in legno e l’atmosfera da epoca Edo, regala suggestioni d’altri tempi. A mezzogiorno, l’appuntamento è con il Toyama Bay Sushi, che celebra il mare e la freschezza del pescato in combinazioni delicate e raffinate. E poi si parte per le montagne.

Unazuki Onsen è più di una semplice stazione termale: è una porta verso la bellezza incontaminata della gola di Kurobe. Anche senza salire sulla famosa Kurobe Gorge Railway, basta una passeggiata tra i ponti sospesi e i ruscelli per sentirsi parte del paesaggio. La notte in ryokan, tra acque termali fumanti e una cena kaiseki dai sapori stagionali, è una carezza lenta e rigenerante.

Le montagne di Toyama

Il viaggio prosegue verso Fukui, e da lì ci si addentra tra i boschi fino a Eiheiji, uno dei templi zen più importanti del Giappone. Il tempio, fondato dal maestro Dōgen nel XIII secolo, non è un luogo da ammirare ma da vivere. Lo shukubō, il pernottamento all’interno del tempio, è un rito in sé. Si viene accolti con semplicità, si indossa l’abito del pellegrino e si partecipa a una sessione di zazen, la meditazione seduta. La cena shōjin ryōri, rigorosamente vegetariana, viene consumata in silenzio, seguendo una ritualità che riconnette mente e corpo.

La notte è essenziale: un futon, il profumo del tatami e il suono della foresta. Ma è all’alba che l’esperienza zen si rivela appieno. La cerimonia del mattino, tra canti di sutra e movimenti rituali, è un invito a lasciare andare ogni distrazione e ascoltare ciò che davvero conta. Camminare nel tempio, tra i corridoi in legno e i cedri secolari, è come attraversare il cuore stesso del Giappone spirituale.

Prima del ritorno, c’è spazio per un’ultima parentesi di benessere: Awara Onsen, poco distante da Fukui, è perfetta per un bagno caldo e un pranzo leggero, avvolti ancora una volta dal ritmo lento di questo viaggio.

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La penisola di Ise-Shima on the road 

Il viaggio comincia a Nagoya, vivace città da cui, con poco più di due ore di guida tranquilla, si raggiunge Ise, cuore spirituale del Giappone. Qui sorge l’Ise Jingū, il più venerato tra i santuari shintoisti. Il Gekū e il Naikū, immersi in una foresta sacra, trasmettono una sensazione di rispetto profondo per la natura e il divino. I sentieri di ghiaia, le torri in legno grezzo e il silenzio ovattato rendono la visita un’esperienza quasi mistica. Dopo la visita, il quartiere di Okage Yokocho invita a passeggiare tra botteghe e case tradizionali, degustando prelibatezze locali come i mochi alla griglia e il pesce essiccato. La notte in un ryokan con onsen, magari affacciato sul mare o incastonato nel verde del Parco di Ise-Shima, suggella la giornata con un bagno caldo sotto le stelle.

Il Castello di Nagoya

Proseguendo verso Toba, l’auto si trasforma in una chiave d’accesso a un mondo meno conosciuto: fari solitari come quello di Anorisaki, belvederi panoramici come Daiozaki, o santuari dimenticati che punteggiano le colline. A Mikimoto Pearl Island, si entra in contatto con le ama, le leggendarie pescatrici di perle, simbolo di una tradizione millenaria e di una forza femminile straordinaria. E poi la costa di Matoya, con i suoi allevamenti di ostriche e la vita che scorre lenta tra le onde e le reti da pesca. Dormire a Toba o nella più tranquilla Shima significa addormentarsi con il suono del mare e svegliarsi con la luce dorata dell’alba.

A Kashikojima, cuore della baia di Ago, si scopre un arcipelago silenzioso, perfetto per una mini-crociera tra le isole o per un pranzo intimo in una capanna ama, dove il pescato del giorno viene cucinato secondo tradizione, tra risate sincere e racconti antichi. Le strade minori invitano a rallentare ancora di più, attraversando villaggi dimenticati e scorci di costa che sembrano dipinti.

Il rientro verso Nagoya non è una semplice traversata, ma un ultimo regalo. Una sosta a Sakakibara Onsen, tra le colline, offre un momento di rigenerazione nelle sue acque terapeutiche. Chi ha tempo può fermarsi anche a Matsusaka, patria di una delle carni wagyu più pregiate del Giappone, e passeggiare tra i quartieri dei vecchi samurai.

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Shikoku in libertà

Shikoku è la terra del pellegrinaggio degli 88 templi, dei ponti sospesi nella Valle di Iya, dei castelli che dominano piccole città portuali e degli onsen avvolti dalla nebbia del mattino. Le sue strade sono curate, il traffico pressoché assente, e dietro ogni curva si cela un paesaggio che sorprende per grazia e semplicità. 

Il viaggio inizia a Takamatsu, elegante porta d’ingresso dell’isola, affacciata sul Mare Interno di Seto. Il Ritsurin Garden, con i suoi laghetti e i pini secolari modellati con maestria zen, invita alla contemplazione. Il soggiorno in un ryokan con onsen panoramico segna da subito il ritmo del viaggio: lento, profondo, rigenerante.

Poi la strada sale, si restringe, si addentra nella misteriosa Valle di Iya. Attraversare i ponti sospesi e scendere in funicolare fino alle acque termali dell’Hotel Iya Onsen è come varcare una soglia: qui inizia la parte più spirituale del viaggio, tra natura incontaminata e silenzi che parlano all’anima.

L’itinerario prosegue verso Kōchi, città viva e profumata di mare, dove il mercato Hirome pulsa di sapori locali e il katsuo no tataki, il tonnetto leggermente scottato, racconta la gastronomia autentica del luogo. Si dorme nel cuore della città, accolti da una moderna ospitalità giapponese, tra efficienza e discrezione.

Il Ritsurin Garden

Lungo la costa del Pacifico, il paesaggio si fa epico: scogliere, onde e piccole baie silenziose accompagnano fino a Uwajima, custode di un castello che domina la città e del tempio Taga.

A Matsuyama, la destinazione è l’antica Dōgo Onsen, una delle terme più antiche del Giappone. Immergersi in queste acque, tra legno consumato e vapori sospesi, è come sfiorare il tempo. Dopo un bagno rigenerante nelle storiche acque termali, si può esplorare il castello di Matsuyama, situato su una collina con vista sulla città. 

Poi Tokushima, terra di danzatori. Qui l’Awa Odori, la danza tradizionale, incanta con il suo ritmo antico. E il tempio Ryozenji, il primo del pellegrinaggio degli 88 templi di Shikoku, accoglie i pellegrini, ricordando che Shikoku è anche un’isola sacra, dove ogni passo può diventare meditazione.

Il viaggio si chiude tornando a Takamatsu, con una sosta ai celebri vortici di Naruto, dove la potenza dell’acqua racconta la forza misteriosa dell’isola. 

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Shikoku fuori dai sentieri battuti

Un traghetto conduce sull’isola di Shodoshima, famosa per la produzione di olive. È qui che si trovano le spettacolari 750 risaie terrazzate di Nakayama Senmaida, un paesaggio rurale mozzafiato che racconta storie di agricoltura, tradizione e resilienza. In un piccolo café del villaggio, il pranzo è un tributo alla cucina locale: hamburger di manzo alle olive o piatti a base di ortaggi biologici.

Il viaggio prosegue verso luoghi di spiritualità ancora poco conosciuti: il tempio montano di Nishinotaki, dove è possibile incontrare il monaco Kobayashi-san, percorrere una suggestiva grotta di preghiera e assistere a una cerimonia del fuoco che lascia il segno. A seguire, una visita alla storica fabbrica di salsa di soia Yamaroku svela i segreti di una delle eccellenze giapponesi più amate al mondo.

I panorami dell’isola di Shikoku

A metà pomeriggio, una sosta golosa da Minori Gelato offre gusti inaspettati – sake, zenzero e salsa di soia – in un gelato nato come installazione artistica per la Triennale dell’Arte di Setouchi.

Attraversando il Monte Tsurugi si raggiunge la Valle di Oku-Iya, un luogo che sembra sospeso nel tempo. Qui si trova un villaggio quasi disabitato, ripopolato da bambole a grandezza naturale: un’installazione toccante nata come risposta personale alla solitudine e allo spopolamento delle zone rurali.

Il viaggio prosegue tra mani in pasta e calore umano: imparare a preparare i soba noodles seguendo tecniche antiche, e gustarli appena fatti, è un’esperienza che unisce sapori e storie. La notte si trascorre in case coloniche tradizionali, restaurate con amore, dove le donne del villaggio preparano una cena con prodotti dei propri orti, cucinati con semplicità e passione.

L’itinerario culmina in uno dei templi buddhisti più spirituali e misteriosi di Shikoku, spesso avvolto dalla nebbia e protetto da alberi secolari. Un luogo che parla al cuore e invita alla riflessione.
Il viaggio si chiude con una passeggiata tra le meraviglie del Ritsurin Garden a Takamatsu, uno dei giardini tradizionali più raffinati del Paese.

Un’esperienza che unisce l’anima del Giappone antico al fascino delle sue bellezze nascoste. Per chi cerca un viaggio fuori dall’ordinario, tra spiritualità, natura, arte e incontri autentici.

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Tottori: spiritualità, natura e tradizione

Una delle attrazioni più affascinanti di Tottori è senza dubbio il Monte Mitoku, considerato da secoli un luogo di grande energia spirituale. Il percorso per raggiungere la cima è ripido e impegnativo, ma attraversare i sentieri boscosi indossando i tradizionali sandali di paglia è parte dell’esperienza. Lungo il cammino, si viene premiati da scorci mozzafiato e soprattutto dall’incredibile tempio Nageire-dō, costruito a strapiombo sulla roccia. La sua architettura misteriosa – di cui ancora oggi non si conoscono con certezza le tecniche costruttive – affascina visitatori da tutto il mondo.

Dopo l’escursione, nulla di meglio che lasciarsi coccolare dalle acque termali di Misasa Onsen. Questo piccolo villaggio termale, immerso nella natura, è noto per le sue sorgenti ricche di radon, un minerale raro con proprietà benefiche per corpo e mente. Il bagno all’aperto lungo il fiume è un’esperienza particolarmente suggestiva, soprattutto nei mesi più freschi. La zona ospita anche ryokan storici dove rilassarsi con una cena kaiseki e notti silenziose nel cuore della campagna giapponese.

Le sorgenti termali della Prefettura di Tottori

Tottori è anche una terra di artigiani e tradizioni. Una visita al Museo dell’Artigianato Popolare e a un forno di ceramica locale permette di conoscere il valore degli oggetti di uso quotidiano, concepiti non solo per la funzionalità ma anche per la loro bellezza. E per chi vuole mettersi alla prova, laboratori artigianali come lo Shiroitani Kōbō offrono l’opportunità di cimentarsi con la marqueterie giapponese, creando con le proprie mani un ricordo unico del viaggio.

E naturalmente, non può mancare l’aspetto gastronomico: Tottori è famosa per i suoi piatti a base di pesce fresco, anguilla, ayu di fiume e verdure di stagione. In montagna, si può gustare il raffinato Daisen Gibier, piatti di selvaggina locale che raccontano il forte legame del territorio con la natura.

Una natura che si esprime al meglio anche nei paesaggi della prefettura. Non tutti sanno, infatti, che Tottori è famosa anche per le sue dune di sabbia: un paesaggio dorato di 30 chilometri quadrati che si estende per quasi 16 chilometri lungo la costa, toccando il mare.

Visitare la Prefettura di Tottori significa prendersi una pausa dal ritmo frenetico del quotidiano e riscoprire il piacere della lentezza, dell’introspezione e del contatto autentico con luoghi e persone. È un viaggio che parla di spiritualità, di paesaggi puri, di tradizioni ancora vive e di accoglienza genuina. Un’esperienza profonda, da vivere con tutti i sensi.

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Una maestosa cascata in Giappone

Nikko: fra natura e spiritualità

Il Santuario di Tosho-gu è il più riccamente decorato del Giappone. Nel 1637, artigiani e scultori da tutto il Paese si riunirono per dar vita a questa splendida costruzione, durata un anno e 5 mesi, alla quale lavorarono ben 4 milioni di persone! Il complesso comprende 55 edifici, 8 dei quali sono Importanti Proprietà Culturali. Qui si trovano le famose sculture del Gatto Dormiente e delle Tre scimmie sagge, comunemente conosciute come le scimmie “non vedo, non sento, non parlo”.

I Santuari e i Templi di Nikko sono divenuti siti Patrimonio UNESCO nel 1999: si trovano nell’area di Nisha Ichiji, costituita dai santuari di Futarasan e Tosho-gu e dal tempio di Rinno-ji. Quest’ultimo è costituito da alcune pagode e 15 tempietti, risalenti a 1200 anni fa. Si dice che nelle tre statue di Buddha riposino gli spiriti degli dei delle tre montagne di Nikko.

Il Santuario di Tosho-gu

Il Santuario Futarasan è il complesso religioso più antico di Nikko, risalente al 767. Qui si dice riposi lo spirito del dio del monte Nantai. Ai santuari si accede tramite il ponte Shinkyo, laccato di rosso, ingresso ufficiale di questo sito nominato Patrimonio UNESCO. 

Ma Nikko non è solo questo: è soprattutto natura, paesaggi meravigliosi che meritano una visita principalmente in autunno, quando gli alberi si tingono di mille sfumature di rosso. Le cascate Kegon sono tra le più sceniche del Giappone, create dalla lava del monte Nantai. L’area che circonda il bacino delle cascate è avvolta dalla foschia, il che la rende misteriosa e affascinante. Ai piedi del monte Nantai si trova il lago Chuzenji, circondato da una penisola detta Hatcho Dejima, che in autunno si colora di rosso, beige e giallo, dando vita ad uno spettacolo unico. 

Il connubio perfetto fra natura e spiritualità

Nella parte settentrionale di Nikko si trova il lago Yunoko, formatosi in seguito all’eruzione del vulcano Mitsudake. Da questo lago, il fiume Yukawa scorre fino al lago Chuzenji. Laddove un tempo sorgeva un lago, oggi c’è una pianura paludosa, chiamata Senjogahara, con più di 350 specie di piante, punto di osservazione privilegiato per gli appassionati di birdwatching. E poi capricorni, ghiri, l’orso bruno asiatico e il macaco giapponese. Le acque dei laghi ospitano salmoni rossi, trote iridee e marroni.

Vicino Nikko, a nord del lago Yunoko, troviamo Nikko Yumoto Onsen, piccola località termale che fa parte del Nikko National Park. Le sue sorgenti termali ricche di zolfo la rendono la meta privilegiata dagli abitanti di Nikko per i loro weekend di relax. Ci sono numerosi ryokan che consentono l’accesso alle onsen anche ai visitatori che si fermano per una sola giornata (senza dormire nella struttura) dietro il pagamento di una piccola quota di ingresso, di solito 500-600 yen. 

Ci sono un’infinità di luoghi dove fare sport e attività all’aperto come trekking, rafting, fly fishing, ciaspolate, sci, airboarding… 

Oltre che in autunno, Nikko merita una visita anche in inverno: la stazione sciistica Nikko-Yumoto Ski Resort è la meta di tanti appassionati di sport sulla neve e famiglie che arrivano fin qui per divertirsi sulle piste. Inoltre, da non perdere il festival della neve con gigantesche sculture di ghiaccio illuminate di sera.

Nikko ha dunque una duplice anima, una tranquilla, rappresentata dai suoi templi e santuari, e una più dinamica: in quale vi rispecchiate di più?

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Buddhismo o Shintoismo?

Lo Shintoismo è un vero e proprio culto politeista, in cui si venera un pantheon di “Kami” (Dei), sviluppato quando il Giappone era ancora una terra abitata da contadini e coltivatori semi-nomadi: da qui il viscerale legame con la natura. Nelle cerimonie più importanti vengono fatte offerte di riso, sakè, pesce, frutta e verdura alle varie divinità, spesso rappresentate da elementi naturali (alberi, fiumi, animali, montagne). 

Il Buddhismo invece ha una storia diversa: nato in India, si è poi diffuso verso est, passando per la Cina, la penisola coreana e approdando, infine, tramite le missioni commerciali e culturali, in Giappone. È sempre stato considerato il culto al quale affidare la salvezza dell’anima per il “dopo vita terrena” e per eventuali successive reincarnazioni, concetti del tutto assenti nello Shintoismo. Importantissima è la figura dei bodhisattva, ovvero coloro che portano il dono della salvezza e dell’illuminazione agli altri esseri viventi. 

Una porta torii del santuario shintoista di Itsukushima

Le differenze tra i due culti non riguardano solo le teorie, ma anche l’architettura dei templi e dei santuari. Quelli shintoisti si chiamano “Jinja” e sono caratterizzati da un’architettura tendenzialmente rigorosa e geometrica, e per lo più minimalista. La divinità o kami del luogo è custodita nell’honden, l’edificio principale del santuario a cui non possono accedere i profani (e anche i sacerdoti possono entrarci solo in determinate occasioni). Di fronte all’honden si trova l’haiden (o sala di preghiera) e di fronte a quest’ultima c’è una cassetta per le offerte con un gong e una lunga corda. I santuari scintoisti originari sono caratterizzati da colonne e pareti in legno, da pinnacoli a forcella che sporgono oltre la sommità del tetto e colonne libere. Più tardi, in seguito all’introduzione del Buddhismo, i santuari hanno assorbito elementi dell’architettura religiosa cinese.

In ogni luogo di culto shintoista è possibile acquistare talismani e amuleti in grado, secondo le credenze, di garantire una buona salute, fortuna sul lavoro, in amore, in affari. 

Il tempio buddhista di Kiyomizu-dera, a Kyoto

A differenza dei santuari shintoisti, i templi buddhisti (“Tera” in giapponese) sono invece spesso molto colorati e ricchi di ornamenti a causa dell’influenza cinese e tibetana; al loro interno c’è sempre una pagoda che conserva le reliquie di Buddha: un elemento fondamentale per un tempio che si consideri buddhista.

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